Tecnica · Rovescio
Colpire il rovescio a due mani: guida al punto d’impatto
Un buon rovescio a due mani si colpisce davanti al corpo, tra l’altezza dell’anca e quella della vita, con il piatto corde verticale, proprio mentre il peso passa dalla gamba dietro alla gamba davanti. La mano non dominante spinge la palla e la mano dominante la guida: è questa collaborazione a rendere il rovescio a due mani così stabile.

In sintesi
- Punto d’impatto: davanti all’anca anteriore, idealmente all’altezza della vita, a una distanza comoda dal corpo.
- Piatto corde verticale all’impatto per un colpo in spinta; una traiettoria della racchetta dal basso verso l’alto crea il topspin.
- La mano non dominante fornisce la potenza (come un dritto con l’altra mano); la mano dominante stabilizza e dirige.
- Il trasferimento del peso dalla gamba dietro a quella davanti conta per la potenza più della velocità del braccio.
- Tre effetti: topspin per la regolarità, piatto per attaccare, slice per difendere o cambiare ritmo.
Dove colpire la palla nel rovescio a due mani?
L’impatto è il cuore del rovescio a due mani, tra la preparazione e l’accompagnamento. Il punto d’impatto ideale è davanti all’anca anteriore (l’anca destra per un destro), all’altezza della vita, con le braccia leggermente piegate.
- Troppo tardi (di fianco o dietro al corpo): la palla esce larga e perdi tutta la potenza.
- Troppo presto (molto avanti): le braccia si bloccano tese, il piatto corde si chiude e la palla va in rete.
- Troppo vicino al corpo: i gomiti sono costretti e il gesto viene soffocato. La distanza giusta è circa quella di un braccio più la racchetta.
Cosa fa ogni mano all’impatto?
Il rovescio a due mani usa due impugnature diverse: la mano dominante in presa continentale in fondo al manico, la mano non dominante in presa eastern o semi-western di dritto sopra di essa. All’impatto, ogni mano ha il suo compito:
| Mano | Impugnatura | Ruolo all’impatto |
|---|---|---|
| Dominante (in basso) | Continentale o eastern di rovescio | Stabilizza il piatto corde e dà la direzione |
| Non dominante (in alto) | Eastern o semi-western di dritto | Spinge la palla, aggiunge potenza e topspin |
Un esercizio classico consiste nel colpire rovesci con la sola mano non dominante, come un dritto con l’altra mano: mostra subito se quella mano svolge davvero il suo lavoro.

Come generare potenza all’impatto?
Il rovescio a due mani trae la sua potenza dal trasferimento del peso e dalla rotazione del corpo molto più che dal braccio. È una delle grandi differenze rispetto al rovescio a una mano, in cui il braccio ha un ruolo maggiore.
- Spinta delle gambe: dalla flessione delle ginocchia della preparazione, spingi verso l’alto e in avanti.
- Rotazione delle anche: le anche ruotano verso la rete, appena prima delle spalle.
- Rotazione delle spalle: le spalle seguono e trascinano le braccia; la racchetta arriva per ultima, alla massima velocità.
- Impatto: il peso passa sulla gamba anteriore (appoggio chiuso) o verso l’alto (appoggio aperto), testa ferma, occhi fissi sul punto d’impatto.
Tieni i polsi rilassati: una presa troppo stretta rallenta la testa della racchetta. La velocità nasce dalla catena dei segmenti del corpo, non dallo sforzo dell’avambraccio.
Topspin, piatto o slice: come variare il colpo?
Il rovescio in topspin
Il rovescio più usato. La racchetta parte sotto la palla e la spazzola salendo, con il piatto corde verticale: la palla supera la rete con margine e ricade in campo. Ideale per gli scambi lunghi e le palle alte.

Il rovescio piatto
Poca rotazione, una traiettoria tesa: è il colpo per punire una palla corta o alta e chiudere il punto. Richiede un tempo preciso perché il margine sopra la rete è ridotto. Quando usarlo lo spieghiamo nel nostro articolo sul rovescio d’attacco.
Il rovescio in slice
Più frequente a una mano, si può giocare anche a due mani: la racchetta parte sopra la palla e la taglia in avanti e verso il basso. La palla resta bassa e rallenta, ideale per difendere o rompere il ritmo.

Gli errori d’impatto da correggere
- Colpire in ritardo: la conseguenza diretta di una preparazione tardiva. Lavora sul tempo per prendere la palla davanti.
- Lasciare la mano in alto troppo presto: il rovescio a due mani diventa un rovescio a una mano improvvisato, senza stabilità.
- Restare sul piede dietro: il peso va all’indietro e la palla manca di profondità.
- Alzare lo sguardo prima dell’impatto: perdi il punto d’impatto; tieni gli occhi sulla zona di colpo per un istante dopo che la palla è partita.
- Fermare il gesto all’impatto: il colpo prosegue nell’accompagnamento, senza arresti bruschi.
Alla Mouratoglou Academy in Costa Azzurra (Biot, vicino a Nizza), correggiamo il punto d’impatto del rovescio a due mani con esercizi a bersaglio e analisi video, seguendo il metodo Mouratoglou. Osserva il rovescio di Novak Djokovic: impatto davanti al corpo ed equilibrio perfetto. Poi mettilo in pratica in un camp di tennis.
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Qual è la migliore impugnatura per il rovescio a due mani?
La combinazione più diffusa è una presa continentale per la mano dominante e una presa eastern o semi-western di dritto per la mano non dominante. Offre insieme controllo e potenza.
Come dare più potenza al mio rovescio a due mani?
Lavora sul trasferimento del peso e sulla rotazione delle anche e poi delle spalle, piuttosto che sulla forza delle braccia. Un punto d’impatto davanti al corpo e polsi rilassati fanno il resto.
Devo giocare il rovescio in topspin o piatto?
Il topspin è il colpo di base per la regolarità e le palle alte. Il rovescio piatto serve per attaccare una palla corta o chiudere un punto; è più rischioso perché passa più vicino alla rete.
Si può giocare lo slice con il rovescio a due mani?
Sì, ma la maggior parte dei giocatori lascia la mano in alto per tagliare a una mano, il che dà più allungo e sensibilità. Lo slice a due mani resta utile in difesa contro le palle veloci.
Quale esercizio aiuta a trovare il giusto punto d’impatto nel rovescio a due mani?
Metti un cono circa un passo davanti al piede anteriore e colpisci palle lanciate, cercando di impattare alla sua altezza. Inizia a velocità media, poi accelera. Filmati di lato: l’impatto deve essere davanti all’anca. Al Performance Camp Junior, un coach segue questo esercizio.





